La Storia

Come per le altre castagne tipiche della Campania anche questa cultivar è legata da lungo tempo alla storia della nostra regione, almeno dall'XI secolo d.C.
Preziosi manoscritti, conservati nell'archivio della Badia di Cava, documentano infatti l'esistenza di castagneti nel Cilento già nel 1184-84.
I castagneti di Roccadaspide posseduti dalla Badia erano così importanti che vi era sul posto un apposito amministratore.
Tra i numerosi castagneti del Cilento ritrovati negli archivi della Badia si segnalano anche quelli essitenti nel "castrum Aquefrigide" del Cilento, e quelli di San Mauro Cilento.
Anche i monaci Basiliani contribuirono alla diffusione della coltivazione del castagno in alcune aree del Cilento: ritrovamenti archeologici in agro di Moio della Civitella e Gioi Cilento (convento dei monaci Basiliani) e la presenza di una pianta di castagno stimata in 700-800 anni di vita costituiscono una significativa testimonianza dell'importanza che il castagno ha assunto in questa zona fin dai secoli passati.
Alla fine del 1800, gli alberi maestosi e secolari furono abbattuti o capitozzati e, su tali cedui rimasti, si innestò materiale di propagazione delle cosiddette "Castagne ra Rocca" ora nota come il "Marrone di Roccadaspide".



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